Testo legge 104/92 art 24



Legge 104/92 art 24


Art. 24. 

Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche 


1. Tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico che sono 
suscettibili di limitare l'accessibilità e la visitabilità di cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e 
successive modificazioni, sono eseguite in conformità alle disposizioni di cui alla legge 30 
marzo 1971, n. 118, e successive modificazioni, al regolamento approvato con decreto del 
presidente della repubblica 27 aprile 1978, n. 384, alla citata legge n. 13 del 1989, e 
successive modificazioni, e al citato decreto del ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, 
n. 236. 


2. Per gli edifici pubblici e privati aperti al pubblico soggetti ai vincoli di cui alle leggi 1° 
giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive 
modificazioni, nonché ai vincoli previsti da leggi speciali aventi le medesime finalità, 
qualora le autorizzazioni previste dagli articoli 4 e 5 della citata legge n. 13 del 1989 non 
possano venire concesse, per il mancato rilascio del nulla osta da parte delle autorità 
competenti alla tutela del vincolo, la conformità alle norme vigenti in materia di accessibilità 
e di superamento delle barriere architettoniche può essere realizzata con opere provvisionali, 
come definite dall'articolo 7 del decreto del presidente della repubblica 7 gennaio 1956, n. 
164, nei limiti della compatibilità suggerita dai vincoli stessi. 
3. Alle comunicazioni al comune dei progetti di esecuzione dei lavori riguardanti edifici 
pubblici e aperti al pubblico, di cui al comma 1, rese ai sensi degli articoli 15, terzo comma, 
e 26, secondo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, sono 
allegate una documentazione grafica e una dichiarazione di conformità alla normativa vigente 
in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche, anche ai 
sensi del comma 2 del presente articolo. 
4. Il rilascio della concessione o autorizzazione edilizia per le opere di cui al comma 1 é 
subordinato alla verifica della conformità del progetto compiuta dall'ufficio tecnico o dal 
tecnico incaricato dal comune. il sindaco, nel rilasciare il certificato di agibilità e di 
abitabilità per le opere di cui al comma 1, deve accertare che le opere siano state realizzate 
nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere 
architettoniche. a tal fine può richiedere al proprietario dell'immobile o all'intestatario della 
concessione una dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un tecnico 
abilitato. 
5. Nel caso di opere pubbliche, fermi restando il divieto di finanziamento di cui all'articolo 32, 
comma 20, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, e l'obbligo della dichiarazione del 
progettista, l'accertamento di conformità alla normativa vigente in materia di eliminazione 
delle barriere architettoniche spetta all'amministrazione competente, che dà atto in sede di 
approvazione del progetto. 
6. La richiesta di modifica di destinazione d'uso di edifici in luoghi pubblici o aperti al 
pubblico é accompagnata dalla dichiarazione di cui al comma 3. il rilascio del certificato di 
agibilità e di abitabilità é condizionato alla verifica tecnica della conformità della 
dichiarazione allo stato dell'immobile. 
7. Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle 
disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere 
architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione 
dell'opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inabitabili e inagibili. il 
progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità o 
l'abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente 
responsabili. essi sono puniti con l'ammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni e con la 
sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi. 
8. Il comitato per l'edilizia residenziale (cer), di cui all'articolo 3 della legge 5 agosto 1978, n. 
457, fermo restando il divieto di finanziamento di cui all'articolo 32, comma 20, della citata 
legge n. 41 del 1986, dispone che una quota dei fondi per la realizzazione di opere di 
urbanizzazione e per interventi di recupero sia utilizzata per la eliminazione delle barriere 
architettoniche negli insediamenti di edilizia residenziale pubblica realizzati prima della data 
di entrata in vigore della presente legge. 
9. I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del 1986 sono modificati con 
integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento 
all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori 
acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la 
circolazione delle persone handicappate. 
10. Nell'ambito della complessiva somma che in ciascun anno la cassa depositi e prestiti 
concede agli enti locali per la contrazione di mutui con finalità di investimento, una quota 
almeno pari al 2 per cento é destinata ai prestiti finalizzati ad interventi di ristrutturazione e 
recupero in attuazione delle norme di cui al regolamento approvato con decreto del 
presidente della repubblica 27 aprile 1978, n. 384.
11. I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle disposizioni di cui all'articolo 27 della 
citata legge n. 118 del 1971, all'articolo 2 del citato regolamento approvato con decreto del 
presidente della repubblica n. 384 del 1978, alla citata legge n. 13 del 1989, e successive 
modificazioni, e al citato decreto del ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, 
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. scaduto tale 
termine, le norme dei regolamenti edilizi comunali contrastanti con le disposizioni del 
presente articolo perdono efficacia.

 Aggiornamento: Il D.L. 21 ottobre 1996, n. 535 convertito con L. 23 dicembre 1996, n. 647 ha 
disposto che " le disposizioni di cui al suddetto comma si applicano a decorrere dal 31 dicembre 
1995 ". 


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