TESTO AGGIORNATO DELLA LEGGE 9 gennaio 1989, n. 13




TESTO AGGIORNATO DELLA LEGGE 9 gennaio 1989, n. 13 


Il  testo  aggiornato  qui  pubblicato  e'  stato  redatto  ai  sensidell'art. 110, comma 2, del testo unico approvato  con  decreto  del Presidente  della  Repubblica  28  dicembre  1985,  n.  1092, nonche' dell'art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine  di facilitare  la  lettura sia delle disposizioni della legge, integrate con le modifiche apportate dalle nuove disposizioni di legge, che  di quelle  modificate  o richiamate nella legge stessa, trascritte nelle note.  Restano  invariati  il valore  e   l'efficacia   degli   atti legislativi qui riportati. Nel testo di detta legge, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 21 del 26 gennaio 1989, sono state, pertanto,  inserite le modifiche  (evidenziate  con caratteri corsivi) ad essa apportate dalla legge 27  febbraio  1989,  n.  62, pubblicata  nella  Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 48 del 27 febbraio 1989.   Sul terminale le modifiche sono riportate tra i segni (( .... ))


                               Art. 1.

1. I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli  di  edilizia residenziale  pubblica,  sovvenzionata  ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge sono redatti  in osservanza delle prescrizioni tecniche previste dal comma 2. 2.  Entro  tre  mesi  dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro  dei lavori  pubblici  fissa   con   proprio   decreto   le prescrizioni   tecniche   necessarie  a  garantire l'accessibilita', l'adattabilita'  e  la  visitabilita'  degli  edifici  privati  e  di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata. 3. La progettazione deve comunque prevedere: a) accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l'accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala; b)  idonei  accessi  alle  parti  comuni degli edifici e alle singole unita' immobiliari; c) almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; d)  l'installazione, nel  caso  di  immobili con piu' di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini. 4.  E'  fatto  obbligo  di  allegare al progetto la dichiarazione del professionista  abilitato  di  conformita'   degli    laborati   alle disposizioni adottate ai sensi della presente legge.

                                Art. 2.
1.   Le  deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni  da attuare  negli    edifici   privati   dirette ad   eliminare   le    barriere architettoniche  di  cui all'articolo 27, primo comma, della legge 30 marzo 1971, n. 118 (a), ed all'articolo 1, primo comma,  del  decreto del  Presidente  della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 (b), nonche' la  realizzazione  di  percorsi  attrezzati  e l'installazione   di dispositivi  di  segnalazione atti a favorire la mobilita' dei ciechi all'interno degli edifici privati, sono approvate dall'assemblea  del condominio,  in  prima  o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, secondo e terzo comma, del codice civile (c). 
2.  Nel  caso  in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto,  le  deliberazioni di  cui  al  comma  1,  i  portatori di (( handicap, )) ovvero chi ne esercita la tutela o la podesta' di cui al titolo IX del libro  primo del   codice   civile  (d),  possono installare,  a  proprie  spese, servoscala nonche' strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l'ampiezza delle porte d'accesso, al fine di rendere piu' agevole l'accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe  dei (( garages. ))
3.  resta fermo quanto disposto dagli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del codice civile (e).

(a)  Il  testo  del primo comma dell'art. 27 della legge n.  118/1971 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio  1971,  n.  5,  e  nuove  norme  in  favore  dei mutilati ed  invalidi civili) e' il seguente:  "Art.  27  (( Barriere architettoniche e trasporti pubblici )). Per facilitare la vita  di relazione  dei  mutilati  e invalidi civili gli edifici pubblici o aperti al pubblico e  le istituzioni scolastiche, prescolastiche o  di  interesse    sociale  di nuova edificazione dovranno essere costruiti in
conformita'  alla  circolare  del  Ministero   dei   lavori   pubblici  del  15  giugno  1968 riguardante la eliminazione  delle  barriere   architettoniche   anche   apportando   le  possibili e conformi varianti agli edifici appaltati o gia' costruiti all'entrata in vigore  della  presente  legge;  i  servizi  di trasporti pubblici e in particolare i tram e le  metropolitane dovranno essere accessibili agli invalidi non  deambulanti;  in nessun luogo pubblico o aperto al pubblico puo' essere vietato  l'accesso  ai minorati,  in  tutti  i luoghi   dove   si   svolgono  pubbliche  manifestazioni  o  spettacoli, che saranno in futuro edificati, dovra'  essere  previsto   e   riservato   uno   spazio  agli  invalidi  in   carozzella; gli  alloggi  situati  nei  piani  terreni   dei   caseggiati  dell'edilizia  economica  e  popolare  dovranno
essere assegnati per precedenza  agli  invalidi  che  hanno  difficolta'   di   deambulazione,   qualora   ne   facciano  richiesta".
(b)  Il  testo  del  primo comma dell'art. 1, del D.P.R. n. 384/1978 (Regolamento  di  attuazione dell'art.  27  della  legge  30  marzo  1971,  n.   118,  a favore dei mutilati e  invalidi civili, in materia di barriere  architettoniche  e  trasporti pubblici) e' il seguente:
"Art.  1. - Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare  gli  impedimenti  fisici comunemente   definiti   "barriere  architettoniche"  che sono di ostacolo alla vita  di relazione dei minorati".   (c)  Il  testo del secondo e terzo comma dell'art. 1136 del   codice civile e' il seguente:
"Art. 1136 (( Costituzione dell'assemblea e validita' delle  deliberazioni ))  Omissis.  Sono  valide  le deliberazioni approvate con numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti  e almeno la meta' del valore dell'edificio. Se  l'assemblea  non puo' deliberare  per mancanza  di numero l'assemblea di seconda convocazione delibera in  un  giorno  successivo  a quello della prima, e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima; la deliberazione e' valida  se  riporta  un numero di  voti  che rappresenti il terzo dei  partecipanti al condominio e almeno  un  terzo  del  valore           dell'edificio".
          (d)  Il  titolo  IX  del libro primo del codice civile reca
          norme "Della potesta' dei genitori".
          (e)  Il  testo degli articoli 1120 e 1121 del codice civile
          e' il seguente:
          "Art.  1120  ((  Innovazioni  )).  -  I  condomini,  con la
          maggioranza  indicata  dal  quinto  comma  dell'art.  1136,
          possono   disporre   tutte   le   innovazioni   dirette  al
          miglioramento o all'uso piu' comodo o al maggior rendimento
          delle cose comuni.
          Sono  vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio
          alla stabilita' o alla sicurezza  del  fabbricato,  che  ne
          alterino  il  decoro  architettonico  o  che rendano talune
          parti  comuni  dell'edificio  inservibili  all'uso   o   al
          godimento anche di un solo condomino".
          "Art.  1121  ((  Innovazioni  gravose  o  voluttuarie )). -
          Qualora l'innovazione importi una  spesa  molto  gravosa  o
          abbia   carattere  voluttuario  rispetto  alle  particolari
          condizioni e all'importanza dell'edificio,  e  consista  in
          opere,  impianti  o manufatti suscettibili di utilizzazione
          separata, i condomini che non  intendono  trarne  vantaggio
          sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
          Se l'utilizzazione separata non e' possibile, l'innovazione
          non e' consentita, salvo che la maggioranza  dei  condomini
          che   l'ha   deliberata   o  accettata  intenda  sopportare
          integralmente la spesa.
          Nel  caso  previsto  dal  primo  comma i condomini e i loro
          eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque  tempo,
          partecipare   ai  vantaggi  dell'innovazione,  contribuendo
          nelle spese di esecuzione e di mantenimento dell'opera".

                                                        Art. 3.
1.((  Le  opere  di  cui  all'articolo 2 possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste  dai  regolamenti  edilizi, anche  per i cortili e le chiostrine interni ai fabbricati o comuni o di uso comune a piu' fabbricati. ))
2.  E'  fatto  salvo l'obbligo di rispetto dalle distanze di cui agli articoli 873 e 907 del codice civile (a) nell'ipotesi in cui  tra  le opere  da  realizzare e i fabbricati alieni non sia interposto alcuno spazio o alcuna area di proprieta' o di uso comune.

          (a)  Il testo degli articoli 873 e 907 del codice civile e'
          il seguente:
          "Art.   873  ((  Distanze  nelle  costruzioni  ))  .  -  Le
          costruzioni  su  fondi  finitimi,  se  non  sono  unite   o
          aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre
          metri. Nei regolamenti locali  puo'  essere  stabilita  una
          distanza maggiore".
          "Art.  907 (( Distanza delle costruzioni dalle vedute )). -
          Quando si e' acquistato il diritto di aver  vedute  dirette
          verso  il  fondo vicino, il proprietario di questo non puo'
          fabbricare a distanza minore di tre metri, misurata a norma
          dell'art. 905.
          Se  la  veduta  diretta  forma  anche  veduta  obliqua,  la
          distanza di tre metri deve pure osservarsi dai  lati  della
          finestra da cui la veduta obliqua si esercita.
          Se  si vuole appoggiare la nuova costruzione al muro in cui
          sono  le  dette  vedute  dirette  e  oblique,   essa   deve
          arrestarsi almeno a tre metri sotto la loro soglia".

                                                     Art. 4.
1.  Per  gli  interventi  di  cui  all'articolo 2, ove l'immobile sia soggetto al vincolo di cui all'articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n.  1497  (a),  le  regioni,  o  le  autorita'  da  esse subdelegate, competenti al rilascio  dell'autorizzazione  di  cui  all'articolo  7 della  citata  legge  (a),  provvedono entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione della domanda,  anche  impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni.
2.  La  mancata  pronuncia  nel termine di cui al comma 1 equivale ad assenso.
3. In caso di diniego, gli interessati possono, entro i trenta giorni successivi, richiedere l'autorizzazione  al  Ministero  per  i  beni culturali e ambientali, che deve pronunciarsi entro centoventi giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
4.  L'autorizzazione  puo'  essere  negata solo ove non sia possibile realizzare le opere senza serio pregiudizio del bene tutelato.
5. Il diniego deve essere motivato con la specificazione della natura e della serieta' del pregiudizio, della sua rilevanza in rapporto  al complesso  in  cui  l'opera  si  colloca e con riferimento a tutte le alternative eventualmente prospettate dall'interessato. 
          (a)  Il testo degli articoli 1 e 7 della legge n. 1497/1939
          (Protezione delle bellezze naturali) e' il seguente:
          "Art.  1.  -  Sono soggette alla presente legge a causa del
          loro notevole interesse pubblico:
          1)  le  cose  immobili  che  hanno  cospicui  carattere  di
          bellezza naturale o di singolarita' geologica;
          2)  le  ville,  i  giardini e i parchi che, non contemplati
          dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse  artistico
          o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza;
          3)   i   complessi  di  cose  immobili  che  compongono  un
          caratteristico   aspetto   avente   valore    estetico    e
          tradizionale;
          4) le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali
          e  cosi'  pure  quei  punti  di  vista  o   di   belvedere,
          accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di
          quelle bellezze".
          "Art.  7.  -  I  proprietari,  possessori  o  detentori,  a
          qualsiasi titolo dell'immobile, il quale sia stato  oggetto
          di  notificata  dichiarazione  o  sia  stato  compreso  nei
          pubblicati   elenchi   delle   localita',    non    possono
          distruggerlo   ne'  introdurvi  modificazioni  che  rechino
          pregiudizio a quel suo esteriore aspetto  che  e'  protetto
          dalla presente legge.
          Essi,  pertanto,  debbono  presentare i progetti dei lavori
          che vogliono intraprendere alla competente sovrintendenza e
          astenersi dal mettervi mano sino a tanto che non ne abbiano
          ottenuta l'autorizzazione.
          E'  fatto  obbligo  al sovraintendente, di pronunciarsi sui
          detti progetti nel termine massimo di tre mesi  dalla  loro
          presentazione".

                           Art. 5.
1. Nel caso in cui per l'immobile sia stata effettuata la notifica ai sensi dell'articolo 2 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 (a),  sulla domanda  di  autorizzazione  prevista dall'articolo 13 della predetta legge (a) la competente soprintendenza e' tenuta a  provvedere  entro centoventi   giorni dalla presentazione   della   domanda,  anche impartendo, ove necessario, apposite prescrizioni.  Si applicano  le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2, 4 e 5.

          (a) Il testo degli articoli 2 e 13 della legge n. 1089/1939
          (Tutela delle cose di interesse artistico e storico) e'  il
          seguente:
          "Art.  2. - Sono altresi' sottoposte alla presente legge le
          cose immobili che, a causa  del  loro  riferimento  con  la
          storia  politica,  militare, della letteratura, dell'arte e
          della  cultura  in  genere,  siano  state  riconosciute  di
          interesse  particolarmente  importante  e come tali abbiano
          formato oggetto di notificazione, in forma  amministrativa,
          del Ministro della pubblica istruzione.
          La  notifica  su richiesta del Ministero, e' trascritta nei
          registri delle conservatorie delle ipoteche ed ha efficacia
          nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o
          detentore della cosa a qualsiasi titolo".
          "Art.  13.  -  Chi  dispone  e  chi  esegue  il distacco di
          affreschi, stemmi,  graffiti,  iscrizioni,  tabernacoli  ed
          altri  ornamenti  di  edifici,  esposti o non alla pubblica
          vista, deve ottenere l'autorizzazione del Ministero per  la
          pubblica  istruzione,  anche  se  non  sia  intervenuta  la
          notifica del loro interesse".

                                   Art. 6.
1.  L'esecuzione  delle  opere  edilizie  di  cui  all'articolo 2, da realizzare nel rispetto delle norme antisismiche  e  di  prevenzione degli  incendi  e degli infortuni, non e' soggetta all'autorizzazione di cui all'articolo 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64 (a). 
2. Resta fermo l'obbligo del preavviso e dell'invio del progetto alle competenti autorita', a norma dell'articolo 17 della stessa  legge  2 febbraio 1974, n. 64 (a).

          (a)  Il testo degli articoli 17 e 18 della legge n. 64/1974
          (provvedimenti   per   le   costruzioni   con   particolari
          prescrizioni per le zone sismiche) e' il seguente:
          "Art. 17 (( Denuncia dei lavori, presentazione ed esame dei
          progetti )). - Nelle zone sismiche di  cui  all'articolo  3
          della   presente   legge   chiunque   intenda  procedere  a
          costruzioni, riparazioni e  sopraelevazioni,  e'  tenuto  a
          darne  preavviso  scritto  notificato  a  mezzo  del  messo
          comunale o mediante lettera raccomandata  con  ricevuta  di
          ritorno,  contemporaneamente,  al  sindaco  ed  all'ufficio
          tecnico  della  regione  o  all'ufficio  del  genio  civile
          secondo   le   competenze  vigenti,  indicando  il  proprio
          domicilio, il nome e  la  residenza  del  progettista,  del
          direttore dei lavori e dell'appaltatore.
          Alla  domanda  deve  essere  unito  il  progetto, in doppio
          esemplare  e   debitamente   firmato   da   un   ingegnere,
          architetto, geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei
          limiti delle rispettive competenze, nonche'  dal  direttore
          dei lavori.
          Il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante,
          prospetti  e  sezioni  ed  accompagnato  da  una  relazione
          tecnica,   dal   fascicolo   dei  calcoli  delle  strutture
          portanti, sia  in  fondazione  che  in  elevazione,  e  dai
          disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
          Al  progetto  deve  inoltre  essere  allegata una relazione
          sulla  fondazione,  nella  quale  dovranno  illustrarsi   i
          criteri  adottati  nella  scelta del tipo di fondazione, le
          ipotesi  assunte,  i  calcoli  svolti  nei   riguardi   del
          complesso terreno-opera di fondazione.
          La  relazione  sulla  fondazione  deve  essere corredata da
          grafici o da documentazione, in quanto necessari.
          L'Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non e' tenuta
          all'osservanza delle  disposizioni  di  cui  ai  precedenti
          commi,  sempreche'  non  trattisi  di  manufatto per la cui
          realizzazione e' richiesto  il  preventivo  rilascio  della
          licenza edilizia".
          "Art.  18  ((  Autorizzazione per l'inizio dei lavori )). -
          Fermo  restando  l'obbligo  della  licenza  di  costruzione
          prevista  dalla  vigente legge urbanistica, nelle localita'
          sismiche,  ad  eccezione  di  quelle  a  bassa   sismicita'
          all'uopo  indicate  nei decreti di cui al secondo comma del
          precedente articolo 3, non si possono iniziare lavori senza
          preventiva   autorizzazione  scritta  dell'ufficio  tecnico
          della regione o dell'ufficio del genio  civile  secondo  le
          competenze vigenti.
          Per  i  manufatti  da  realizzarsi  da  parte  dell'Azienda
          autonoma  delle  ferrovie  dello  Stato  non  e'  richiesta
          l'autorizzazione di cui al precedente comma.
          L'autorizzazione viene comunicata, subito dopo il rilascio,
          al comune per i provvedimenti di sua competenza.
          Avverso   il   provvedimento   relativo   alla  domanda  di
          autorizzazione e' ammesso il ricorso  al  presidente  della
          giunta  regionale  o  al  provveditore regionale alle opere
          pubbliche, che decidono con provvedimento definitivo.
          I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto,
          geometra o perito  edile  iscritto  nell'albo,  nei  limiti
          delle rispettive competenze".

                               Art. 7.
1.  L'esecuzione  delle  opere  edilizie di cui all'articolo 2 non e' soggetta  a  concessione  edilizia  o ad  autorizzazione.   Per   la realizzazione  delle  opere  interne,  come definite dall'articolo 26 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (a),  contestualmente  all'inizio dei  lavori,  in  luogo  di quella prevista dal predetto articolo 26, l'interessato presenta al sindaco apposita relazione a  firma  di un professionista abilitato.
2. Qualora le opere di cui al comma 1 consistano in rampe o ascensori esterni ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell'edificio,  si applicano   le   disposizioni   relative  all'autorizzazione  di cui all'articolo 48 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (b),  e  successive modificazioni ed integrazioni.

          (a)  Il testo dell'art. 26 della legge n. 47/1985 (Norme in
          materia di controllo  dell'attivita'  urbanistico-edilizia,
          sanzioni,  recupero e sanatoria delle opere edilizie) e' il
          seguente:
          "Art.  26  ((  Opere  interne  )).  -  Non  sono soggette a
          concessione ne' ad autorizzazione  le  opere  interne  alle
          costruzioni  che  non  siano in contrasto con gli strumenti
          urbanistici  adottati  o  approvati  e  con  i  regolamenti
          edilizi  vigenti, non comportino modifiche della sagoma ne'
          aumento delle superfici utili e  del  numero  delle  unita'
          immobiliari,  non  modifichino  la destinazione d'uso delle
          costruzioni e delle singole unita' immobiliari, non rechino
          pregiudizio   alla  statica  dell'immobile  e,  per  quanto
          riguarda gli immobili compresi  nelle  zone  indicate  alla
          lettera A dell'articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile
          1968, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  97  del  16
          aprile   1968,  rispettino  le  originarie  caratteristiche
          costruttive.
          Nei  casi  di  cui  al  comma  precedente,  contestualmente
          all'inizio  dei   lavori,   il   proprietario   dell'unita'
          immobiliare  deve  presentare  al  sindaco una relazione, a
          firma di un professionista  abilitato  alla  progettazione,
          che  asseveri  le  opere  da  compiersi e il rispetto delle
          norme  di  sicurezza  e  delle   norme   igienico-sanitarie
          vigenti.
          Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano
          nel caso di immobili vincolati  ai  sensi  delle  leggi  1
          giugno  1939,  n.  1089,  e  29  giugno  1939,  n.  1497, e
          successive modificazioni ed integrazioni".
          (b)  Il  testo  dell'art. 48 della legge n. 457/1978 (Norme
          per l'edilizia residenziale) e' il seguente:
          "Art.  48  ((  Disciplina  degli interventi di manutenzione
          straordinaria)).  -  Per  gli  interventi  di  manutenzione
          straordinaria   la  concessione  prevista  dalla  legge  28
          gennaio 1977, n.  10, e' sostituita da  una  autorizzazione
          del sindaco ad eseguire i lavori.
          Per  gli  interventi  di manutenzione straordinaria che non
          comportano  il  rilascio   dell'immobile   da   parte   del
          conduttore,  l'istanza per l'autorizzazione di cui al comma
          precedente si intende accolta qualora  il  sindaco  non  si
          pronunci  nel  termine  di  novanta  giorni. In tal caso il
          richiedente puo' dar corso ai lavori dando comunicazione al
          sindaco del loro inizio.
          Per  le  istanze  presentate  prima  dell'entrata in vigore
          della presente legge, il termine di cui al precedente comma
          decorre da tale data.
          La  disposizione  di cui al precedente secondo comma non si
          applica per gli interventi su edifici soggetti  ai  vincoli
          previsti  dalle  leggi  1 giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno
          1939, n. 1497".

                               Art. 8.
1.  Alle  domande  ovvero alle comunicazioni al sindaco relative alla realizzazione di interventi di cui alla presente legge,  e'  allegato certificato  medico  in  carta  libera  attestante (( l'handicap )) e dichiarazione  sostitutiva  dell'atto   di   notorieta',   ai   sensi dell'articolo  4  della  legge 4 gennaio 1968, n. 15 (a), dalla quale risultino  l'ubicazione  della   propria   abitazione,   nonche'   le difficolta' di accesso.

          (a)  Il  testo  dell'art.  4  della legge n. 15/1968 (Norme
          sulla documentazione amministrativa e sulla  legalizzazione
          e autenticazione di firme) e' il seguente:
          "Art. 4 (( Dichiarazione sostituita dell'atto di notorieta'
          )).  - L'atto di  notorieta'  concernente  fatti,  stati  o
          qualita'   personali   che   siano   a  diretta  conoscenza
          dell'interessato e'  sostituito  da  dichiarazione  resa  e
          sottoscritta dal medesimo dinanzi al funzionario competente
          a ricevere la  documentazione,  o  dinanzi  ad  un  notaio,
          cancelliere,   segretario  comunale,  o  altro  funzionario
          incaricato    dal    sindaco,     il     quale     provvede
          all'autenticazione  della  sottoscrizione con la osservanza
          delle modalita' di cui all'art. 20".

                               Art. 9.
1.((  Per  la  realizzazione  di  opere  direttamente  finalizzate al superamento e all'eliminazione di barriere architettoniche in edifici gia' esistenti, anche se adibiti a centri o istituti residenziali per l'assistenza ai soggetti di cui al comma 3, sono concessi  contributi a  fondo  perduto con le modalita' di cui al comma 2. Tali contributi sono cumulabili con quelli concessi a qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al portatore di handicap. ))
2. Il contributo e' concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a lire cinque  milioni;  e'  aumentato  del venticinque  per cento della spesa effettivamente sostenuta per costi da lire cinque milioni a lire venticinque milioni, e altresi'  di  un ulteriore  cinque  per  cento per costi da lire venticinque milioni a lire cento milioni.
3.  Hanno  diritto  ai contributi, con le procedure determinate dagli articoli 10 e 11, i portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti,  ivi  compresa  la  cecita',  ovvero quelle relative alla deambulazione e alla mobilita', coloro i quali  abbiano  a  carico  i citati  soggetti ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (a),  nonche'  i condomini ove risiedano le suddette categorie di beneficiari.
4.  Nella  lettera  e)  del  comma 1 dell'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (b),  le  parole "mezzi  necessari  per  la  deambulazione  e  la  locomozione", sono sostituite dalle parole "mezzi necessari  per  la  deambulazione,  la locomozione  e  il sollevamento". La presente disposizione ha effetto dal 1  gennaio 1988.

          (a)   Il   testo   dell'art.  12  del  D.P.R.  n.  917/1987
          (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi) e'
          il  seguente:   "Art.  12  ((  Detrazioni  per  carichi  di
          famiglia )). - 1.  Dall'imposta  lorda  si  detraggono  per
          carichi  di  famiglia:  a) lire 360 mila per il coniuge non
          legalmente ed effettivamente separato;
          b) le seguenti somme per i figli, compresi i figli naturali
          riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o  affiliati,
          minori  di  eta' o permanentemente inabili al lavoro, e per
          quelli d'eta' non superiore a  ventisei  anni  dediti  agli
          studi o a tirocinio gratuito:
             lire 48 mila per un figlio;
             lire 96 mila per due figli;
             lire 144 mila per tre figli;
             lire 192 mila per quattro figli;
             lire 240 mila per cinque figli;
             lire 288 mila per sei figli;
             lire 336 mila per sette figli;
             lire 384 mila per otto figli;
             lire 48 mila per ogni altro figlio;
          c)  lire  96  mila  per  ciascuna  delle  persone  indicate
          nell'art. 433 del codice  civile,  tranne  quelle  indicate
          alla   lettera  b),  che  conviva  con  il  contribuente  o
          percepisca   assegni   alimentari   non    risultanti    da
          provvedimenti dell'autorita' giudiziaria.  2. La detrazione
          per i figli prevista alla lettera b) del comma 1 spetta  in
          misura  doppia:   a)  se  il  contribuente e' coniugato con
          l'altro genitore e ha diritto alla detrazione prevista alla
          lettera  a)  del comma 1; b) se l'altro genitore manca e il
          contribuente  e'  coniugato  e   non   e'   legalmente   ed
          effettivamente   separato;   c)   per   i   figli   rimasti
          esclusivamente  a  carico  del  contribuente  nei  casi  di
          annullamento,   scioglimento  o  cessazione  degli  effetti
          civili del matrimonio con l'altro genitore e di separazione
          legale  ed effettiva da questi; d) per i figli naturali non
          riconosciuti dall'altro genitore; e) per i  figli  naturali
          riconosciuti  anche dall'altro genitore ma esclusivamente a
          carico del contribuente; f) per i figli adottivi e per  gli
          affidati o affiliati del solo contribuente.
          3.  Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli
          naturali e il contribuente non e' coniugato o e' legalmente
          ed  effettivamente  separato,  come  pure  se vi sono figli
          adottivi, affidati o  affiliati  del  solo  contribuente  e
          questi  non  e' coniugato o e' legalmente ed effettivamente
          separato, la detrazione prevista alla lettera a) del  comma
          primo  si applica per il primo figlio e la somma detraibile
          in relazione al numero dei figli, comprendendo  tra  questi
          anche il primo, e' raddoppiata e successivamente ridotta di
          lire 96 mila.
          4.  Le  detrazioni  per  carichi  di  famiglia  spettano  a
          condizioni che le persone alle  quali  si  riferiscono  non
          abbiano   redditi  propri  per  ammontare  complessivamente
          superiore a  3  milioni  di  lire,  al  lordo  degli  oneri
          deducibili,  e lo attestino nella dichiarazione dei redditi
          o in apposito allegato; per i figli minori, compresi quelli
          adottivi  e  gli  affidati o affiliati, l'attestazione deve
          essere fatta dal contribuente. Nelle ipotesi  di  cui  alle
          lettere  c)  ed  e)  del  comma 2 la detrazione per i figli
          spetta in misura doppia a condizione  che  il  contribuente
          attesti che i figli sono esclusivamente a suo carico.
          5.  Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a
          mese e competono dal mese  in  cui  si  sono  verificate  a
          quello in cui sono cessate le condizioni richieste.
          6. Ai fini del limite di reddito di cui al comma 4 si tiene
          conto anche dei redditi esenti  dall'imposta  e  di  quelli
          soggetti  a  ritenuta  alla  fonte a titolo di imposta o ad
          imposta  sostitutiva,  se  di  ammontare   complessivamente
          superiore a 2 milioni di lire. Non si tiene conto:
          a)  degli  interessi  ed  altri  proventi dei titoli emessi
          dallo Stato; b) delle pensioni sociali; c)  delle  pensioni
          di  guerra  e  relative  indennita'  accessorie;  d)  delle
          pensioni,  indennita'  e  assegni  erogati  dal   Ministero
          dell'interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi
          civili; e) dagli assegni accessori  annessi  alle  pensioni
          privilegiate  di  prima  categoria; f) dell'assegno annesso
          alla medaglia d'oro al valore militare".
          (b)  Il testo vigente dell'art. 10, comma 1, lettera e) del
          D.P.R. n.  917/1987 e' il  seguente:   "Art.  10  ((  Oneri
          deducibili  )).  -  Dal reddito complessivo si deducono, se
          non  sono  deducibili  nella  determinazione  dei   singoli
          redditi  che  concorrono  a formarlo e purche' risultino da
          idonea  documentazione  allegata  alla  dichiarazione   dei
          redditi, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente:
           Omissis.
          e)  le  spese  chirurgiche per prestazioni specialistiche e
          per protesi dentarie e sanitarie in genere  compresi  i  ((
          mezzi  necessari  per la deambulazione, la locomozione e il
          sollevamento ))  di  portatori  di  menomazioni  funzionali
          permanenti,  nonche'  la  parte  dell'ammontare complessivo
          delle spese mediche e delle spese di  assistenza  specifica
          necessarie  nei  casi  di  grave e permanente invalidita' o
          menomazione  che  eccede  il  5  per  cento   del   reddito
          complessivo   dichiarato.    La   deduzione  e'  ammessa  a
          condizione che il  contribuente,  nella  dichiarazione  dei
          redditi,   indichi   il   domicilio   o  la  residenza  del
          percipiente  e  dichiari  che   le   spese   sono   rimaste
          effettivamente  a  proprio carico. Si considerano rimaste a
          carico del  contribuente  anche  le  spese  rimborsate  per
          effetto  di  contributi  o di premi di assicurazione da lui
          versati e non deducibili dal suo  reddito  complessivo  ne'
          dai  redditi  che concorrono a formarlo, ovvero per effetto
          di contributi o premi che  pur  essendo  versati  da  altri
          concorrono a formare il suo reddito;".

                               Art. 10.
1.  E'  istituito  presso  il  Ministro  dei lavori pubblici il Fondo speciale  per  l'eliminazione  e  il   superamento   delle   barriere architettoniche negli edifici privati.
2.  Il  Fondo e' annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto con  i  Ministri per  gli  affari  sociali,  per  i  problemi  delle aree urbane e del tesoro, in proporzione del fabbisogno indicato dalle regioni ai sensi dell'articolo 11, comma 5. Le regioni ripartiscono le somme assegnate tra i comuni richiedenti.
3.   I   sindaci,  entro  trenta  giorni  dalla  comunicazione  delle disponibilita' attribuite ai  comuni, assegnano  i  contributi  agli interessati che ne abbiano fatto tempestiva richiesta.
4.  Nell'ipotesi  in  cui  le  somme  attribuite  al comune non siano sufficienti a coprire l'intero fabbisogno, il sindaco  le  ripartisce con  precedenza per le domande presentate da portatori di (( handicap )) riconosciuti invalidi  totali  con  difficolta'  di  deambulazione dalle  competenti  unita' sanitarie  locali  e, in subordine, tenuto conto dell'ordine cronologico  di  presentazione  delle domande.  Le domande  non soddisfatte nell'anno per insufficienza di fondi restano valide per gli anni successivi.
5.  I  contributi  devono  essere erogati entro quindici giorni dalla presentazione delle fatture dei lavori, debitamente quietanzate.

                               Art. 11.
1.  Gli  interessati debbono presentare domanda al sindaco del comune in cui e' sito l'immobile con indicazione delle opere da realizzare e della spesa prevista entro il 1  marzo di ciascun anno.
2.  ((  Per l'anno 1989 la domanda deve essere presentata entro il 31 luglio. ))
3.   Alla  domanda  debbono  essere  allegati  il  certificato  o  la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' di cui all'articolo 8.
4.  Il sindaco, nel termine di trenta giorni successivi alla scadenza del  termine  per  la  presentazione delle  domande,  stabilisce  il fabbisogno  complessivo  del comune sulla base delle domande ritenute
ammissibili e le trasmette alla regione.
5. La regione determina il proprio fabbisogno complessivo e trasmette entro trenta giorni dalla scadenza del termine previsto dal  comma  4 al  Ministero dei lavori pubblici la richiesta di partecipazione alla ripartizione del Fondo di cui all'articolo 10, comma 2.

                               Art. 12.
1. Il fondo di cui all'articolo 10 e' alimentato con lire 20 miliardi per ciascuno degli anni 1989, 1990 e 1991.  Al  predetto  onere  si provvede   mediante   corrispondente   riduzione  dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1989-1991, al capitolo  9001 dello  stato  di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1989 all'uopo utilizzando l'accantonamento  "Concorso dello  Stato nelle spese  dei privati per interventi volti al superamento delle barriere architettoniche negli edifici" per  lire  20  miliardi  per  ciascuno degli anni 1989, 1990 e 1991.
2.  Le  somme  eventualmente  non utilizzate nell'anno di riferimento sono riassegnate al fondo per l'anno successivo.
3.  Il  Ministro  del  tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.